Il Liceo Artistico “A.Modigliani” di Giussano si inserisce con una installazione,

ideata nell’ambito del percorso di Alternanza Scuola-Lavoro dalla classe 5B (dell’Indirizzo Arti Figurative) coordinata dalla Prof.ssa C. Soverchia, alla 36° Edizione delle Immagini della Fantasia,

Mostra Internazionale dell’Illustrazione per ragazzi. Il lavoro di quest’anno ha come tema lIran.

La mostra inaugura

Sabato 24 Febbraio alle ore 17,30

presso i Musei Civici di Monza (Casa degli Umiliati-Via Teodolinda 4),

ed è ad ingresso libero.

 

                                                                       L’IRAN

 

 

L'Iran è entrato nell'immaginario comune come un caotico luogo di guerre e violenze.  Negli ultimi decenni, è stato al centro della attenzioni mondiali per via della potenzialità economica dei suoi ricchi giacimenti petroliferi ed è stato luogo di tensione e conflitto, come testimonia la guerra contro l'Iraq degli anni '80. Sebbene le nuove potenze mondiali non siano ancora sfociate in una guerra di conquista del territorio, l'Iran rimane in una perenne situazione di tensione e di intimidazione con l'Iraq.

 

Togliendo lo sguardo dall'aspetto economico, l'Iran rivela invece una profonda e variopinta cultura, che affonda le radici già nell'impero della grande Persia e si corona con l'arrivo della fede Islamica, oggi ancora influentissima nella società e nella politica dopo la rivoluzione islamica.

 

Questo dualismo è simbolo della nuova società mondiale, dove viene eletto a valore supremo il denaro e vengono trascurate la cultura e l'identità. Ogni luogo, ogni persona, è indifferente agli occhi della macchina economica. Il rischio, infatti, è che l'Iran diventi mero strumento inanimato per raggiungere ricchezza, e che perda la storia che lo rende così speciale.

 

Sta a noi il compito di combattere la cecità economica, studiando e ricordando le singole culture, le singole storie, e staccandoci da quell'ingenuo sguardo superficiale che appiattisce l'identità ad apparenza e ci allontana dalla vera essenza delle cose. Quest'installazione allora si propone come antidoto alla superficialità dilagante.

 

Lo spettatore, passeggiando all'esterno, si ritrova di fronte ad una distesa di mattoni rotti, crepati, consumati da una guerra (figurata e non). Ma dietro alla distruzione intravede dei colori, dei fili di lana seppure trasandati, come una speranza, un segno di vita. Curioso, entra nel museo e scopre il vero volto iraniano, ciò che è nascosto agli occhi meno attenti: vitalismo, colori, stravaganza. Le sfilacciature intraviste sono in realtà trame di arabeggianti tappeti, reduci dalla  guerra che li sta consumando. I tappeti , il loro disegno, i loro colori, sono simbolo e testimonianza viva dell'identità culturale del paese.


Pubblicata il 21 febbraio 2019

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